Alla ricerca del sonno perduto

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Quante volte capita di tornare a casa tardi, pur sapendo di non poter posticipare la sveglia l’indomani? Ma può capitare anche una partenza la mattina presto, “ancora un’altra puntata e poi dormo” o un qualsiasi altro tipo di imprevisto che comporta l’abbracciare il cuscino più tardi del solito. Qualunque sia il motivo, le ore di sonno son perdute! Ma esiste un modo per recuperarle? Cerchiamo insieme una risposta.

Che sia per via di una notte bianca o di una sveglia all’alba, dire addio alle ore di sonno perse non è mai così semplice..

Ma il cosiddetto sonno “perso” si recupera veramente dormendo un po’ di più il weekend o concedendosi un riposino pomeridiano?

Per dare risposte a queste domande bisogna fare un’importante distinzione tra chi è in temporaneo debito di sonno e chi invece vive di una mancanza cronica.

Per i nottambuli occasionali il recuperare sonno attraverso l’ora in più a letto la domenica o attraverso un pisolino ricaricante può essere la strategia giusta. Diciamoci la verità, dormire qualche ora in meno ogni tanto non è mai stato un grosso problema e mai lo sarà, a maggior ragione se le poche ora di riposo sono state “piene” e profonde.

Soprattutto il pisolino può essere un buon rimedio, ma per essere davvero riposante non deve durare più di mezz’ora, sennò va a finire che intaccherà la stanchezza della sera.

Per coloro i quali, per un motivo o per un altro, il dormire a ritmi regolari è praticamente utopia, risulta invece efficace pianificare il recupero “spalmato” su più giorni. Per i proprietari di arretrati importanti una soluzione può essere quella, durante la settimana, di andare a letto una mezz’ora prima del solito. Il pisolino non può bastare e neanche la sveglia più tardi nel weekend.

Diventa fondamentale provare a creare una propria nuova routine del sonno e, pian piano, tentare di non perderne altro, perché quello del passato è ormai andato.

Il motivo? Recuperare veramente le ore di sonno è biologicamente impossibile. Il corpo funziona a cicli autonomi, per questo, se dormire poco è un’abitudine, non è possibile trovare equilibrio cercando di recuperarlo con un ciclo successivo.

Insomma, invece di pensare a come recuperare le ore di sonno perdute, è bene modificare le nostre abitudini per garantirci un riposo adeguato e proteggere la nostra salute.

E se l’impegno c’è ma le difficoltà nel riposo persistono? A quel punto sarebbe bene indagare sul problema affidandosi ad esperti del sonno, pronti a fornirti consigli e strumenti per riposare più e riposare meglio.

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Mal di testa “diletto”

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Il mal di testa è insopportabile in qualsiasi momento della giornata. Molto spesso il consiglio migliore è quello di dormirci su. Ma se proprio il sonno, breve o lungo che sia, ne fosse in un certo senso la causa?
Sarà  capitata a tutti quella fastidiosissima sensazione di svegliarsi più stanchi di prima, o, ancor peggio, svegliarsi con il mal di testa. Il mal di testa è spesso un campanello d’allarme che il nostro corpo fa suonare per dirci che abbiamo dormito troppo o troppo poco e/o male. Parliamo delle cosiddette “cefalee da sonno disturbato” e sì, sono molto comuni, soprattutto per gli habitué delle ore piccole o gli amici del pisolino pomeridiano. Capita ovviamente anche il weekend, quando finalmente la sveglia non c’è e si può dormire “fino a tardi!” Esistono, però, dei fattori predisponenti che sicuramente influiscono su questo fenomeno, a prescindere che tu dorma le ore consigliate e nella posizione giusta.
Un esempio? Digrignare i denti! Il bruxismo è un’abitudine che comporta notevole tensione nei muscoli della mandibola, il che ha delle conseguenze negative sulla testa, con conseguenti dolori al risveglio. Altri esempi potrebbero essere  l’affaticamento del sistema digestivo (aka pasto troppo abbondante), tensioni muscolari, stress e incubi, così come stimoli esterni quali rumori (il classico lavandino che perde) e luci accese. Senza sottovalutare le apnee notturne: pochissimi secondi in cui, durante il sonno, il cervello non riceve ossigeno. Sintomi? Occhiaie e eccessiva stanchezza (anche se si è dormito le canoniche otto ore). E se i motivi del mal di testa da poco riposo sono abbastanza ovvi, più difficile è comprenderne le cause in quei soggetti in cui il sonnecchiare è proprio una passione.
La prima grande causa di mal di testa per il troppo dormire è la rigidità del tratto cervicale! Un tratto cervicale eccessivamente rigido posizionato troppo tempo in modo statico e sbagliato, magari su di un guanciale sbagliato, non può che tramutarsi nel fastidioso dolore alla testa, destinato a rovinare la restante parte della giornata. È evidente che quando si dorme ci si muove meno e questo non può che aumentare la rigidità del nostro corpo.
E quando un’eccessiva rigidità colpisce la cervicale, si trasforma in infiammazione e, dopo qualche ora, in cefalea. Il prolungarsi delle ore di sonno, in questo caso, fa tutt’altro che bene. Soluzioni? Un po’ di esercizi per la mobilità del collo proprio prima di chiudere gli occhi sono un toccasana con effetti che, con il tempo, permettono di prevenire le “cefalee da sonno disturbato”.
E poi evitare superfici e posizioni scomode, come rannicchiarsi sul divano o appisolarsi su di una sedia. Sicuramente incidono in modo particolare anche sistemi di riposo non anatomici, troppo duri o troppo morbidi e guanciali che non seguono le curve del nostro collo.

Il consiglio degli esperti? Dormire il giusto e affidarsi a chi ogni giorno si occupa di sonno e salute

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Anno che va sonno che resta

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Appurato che le feste appena terminate sono tutto fuorché un periodo riposante, almeno nel senso stretto del termine, è ora di tirare le somme e riprendere ritmi e routine, senza però dimenticarsi dei nuovi buoni propositi. E quindi la solita attività fisica, una dieta più equilibrata, leggere più libri e utilizzare meno smartphone. Insomma prendersi più tempo per se stessi e curare maggiormente la propria salute psicofisica. E allora tra i vari fioretti 2020 forse il più importante è “dormire più, dormire meglio”.

Riabituarsi ai normali ritmi dopo le vacanze natalizie non è per nulla semplice, anzi spesso, superata la Befana, si ha quasi voglia di ferie per riprendersi delle ferie stesse.
Una volta terminati i vari brindisi tra amici e parenti è naturale avere necessità di un brindisi con sé stessi, fatto di ritmi regolari e tanto tanto risposo, possibilmente “comodo”. Ma ciò è difficilmente possibile senza un po’ di impegno. Per questo nella lista dei propositi dell’anno nuovo è obbligatorio evidenziare “migliorare il proprio riposo”, ma anche “dormire di più”, praticamente prendersi l’impegno di volersi bene.

Si perché molto spesso il buon sonno è un bisogno primario dato per scontato, ma soprattutto dopo i ritmi delle feste, torna ad investirci come un uragano.
Il riposo notturno di qualità è probabilmente l’elemento più importante per la salute di un uomo, ma anche il più facilmente sottovalutato. Il primo passo post party e cenoni è sicuramente quello di riprendere il ritmo giusto. Forse scontato? Si, ma per nulla semplice per chi durante questo periodo ha praticamente invertito le ore di sonno-veglia e che ha da poco rimesso la sveglia per andare a lavoro.

Anche se non esiste una formula magica per rientrare nel mood “a letto presto, sveglia presto”, una cosa è certa: per non avere un impatto brusco con la rinnovata “vita quotidiana” bisogna riabituarcisi in modo graduale. Come? Prendendosi almeno un giorno di riposo totale per prepararsi al rientro e, una volta tornati in ufficio, una soluzione potrebbe essere quella di impegnarsi in attività “leggere” per i primi giorni, per poi ricatapultarsi nei ritmi frenetici di sempre.
Una scelta saggia, che ha benefici nel rientro alla rotine, ma che può avere risvolti positivi durante l’anno, è quella di imporsi degli orari standard. Un esempio? Durante la settimana massimo alle 23 a letto, a prescindere dal tanto o poco sonno. Vedrete che pian piano non servirà imporselo. E poi limitare l’utlizzo di apparecchi elettronici: di sera spegnete gli schermi e con loro spegnerete ansie e stress, motivi principali di insonnia.

E se tutto ciò non bastasse? E se anche ci impegnassimo per “dormire di più e dormire meglio” al mattino sono ancora dolori al collo, spossatezza, sensazione di pesantezza e sonno poco riposante?
Tutto ciò può essere dovuto semplicemente ad un sonno inquieto, sempre alla ricerca della giusta posizione, oppure a cattive posture. Dunque, in questo caso volersi bene è anche scegliere materasso e guanciale giusto per le nuove esigneze del tuo corpo. E noi siam qui per aiutarti a volerti bene, perché l’anno è passato ma la necessità di un buon sonno resta.

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Merry Christmas And Happy New Sleep

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Finalmente sono arrivate le feste, in regalo per tutti noi ricchi pranzi a base di panettone e spumante e lunghe e divertenti serate tra amici e parenti.

Per molti di noi i 15 giorni che ci attendono sono il periodo più bello dell’anno. Ma le feste di Natale sono un vero toccasana per il riposo? Sembrerebbe proprio di no. In questi giorni di festa infatti, contrariamente a quanto si possa pensare, ci si sente più stanchi. Il motivo? Semplicemente non si dorme, o almeno non si dorme bene.

Si, perchè le lunghe nottate aspettando il numero vincente a tombola, i pranzi interminabili, buonissimi, ma altrettanto pesantissimi, l’euforia di rivedere amici “fuorisede”, il bicchierino della staffa al bar di fiducia addobbato a festa sono tutti nemici del buon riposo.
Secondo numerosi report, lo stress è certamente una delle principali cause di mancanza di sonno in questo periodo: troppi appuntamenti, troppi auguri, troppi party, troppo tutto.
E poi c’è la questione “food & beverage”: le gustose abbuffate possono causare insonnia, e anche le “allegre” sbornie, dopo la sonnolenza iniziale, sfociano in un sonno disturbato, caratterizzato da risvegli improvvisi.

E come dimenticare la “vera” magia del Natale: i bambini. L’eccitazione e la rottura della abitudini giornaliere possono spesso portarli a incrinare la routine dei genitori, soprattutto quando aspettano l’arrivo di Babbo Natale per tutta la notte.
Per quanto la concitazione di questi giorni di festa possa portare ad avere l’esigenza di dormire meno, va a finire che la Befana “tutte le feste porta via” e in cambio nella calza ti lascia occhiaie e pile scariche.
Ma quindi esiste una formula vincente per divertirsi e contemporaneamente ricaricarsi in egual misura? Magari se le ore in una giornata raddoppiassero. Ci sentiamo però di darvi piccoli, ma buoni consigli per riuscire a trascurare meno “Morfeo”.

Innanzitutto il più banale di tutti: non perdere l’abituale routine del sonno. Anche con la prospettiva di un party dalle ore piccole, l’indomani occorre fare lo sforzo di alzarsi comunque più o meno alla stessa ora di sempre, anche se questo costerà un po’ di stanchezza nel corso della giornata. E poi esistono sempre i pisolini pomeridiani!

Altro fondamentale consiglio è andare a letto quando le palpebre diventano pesanti, non resistere al richiamo del sonno, ma anzi salutare tutti e abbandonarsi ad esso.

Niente cibo da due ore prima di andare a dormire, nonostante i fisiologici morsi dell’appetito dovuti dall’innaturale veglia notturna. Anche un solo pezzo di panettone ad un orario insolito può chiudere a chiave la porta del buon riposo.

Sarebbe impensabile chiedervi di non toccare alcool. Per questo consigliamo semplicemente di sorseggiare con moderazione.

Ultimo ma non ultimo: rilassarsi. Non prendete più impegni di quelli che potete veramente rispettare, non cucinate più cibo di quello che la tua famiglia possa davvero ingerire, ma anzi fatevi un regalo leggendo un buon libro, vedendo un bel film e andando a letto presto in un bel letto comodo. Il questo caso anche il vostro corpo vi ringrazierà con un sentito “Buon Natale”.

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Riscaldamento sì, ma non troppo!

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Quanto è bello il calduccio “artificiale” di casa se fuori fa freddo…ma siamo proprio sicuri che faccia bene al tuo sonno?

In inverno i termosifoni sono la salvezza di tante persone che, tornate a casa dopo una giornata di lavoro, si lasciano coccolare dal tepore di un luogo caldo e sicuro.

Sono le ore notturne dei mesi più freddi dell’anno i momenti in cui avvertiamo maggiormente la necessità del comfort di una temperatura “avvolgente”, soprattutto in camera da letto.

Il caldo ovviamente piace, ma occhio…è fondamentale sapersi regolare!
Alzare la temperatura è piacevole quando fuori si gela ma, al fine di fare sogni d’oro, è bene tenere il termostato di casa tra i 16 e i 19°. Sì è così, l’eccessivo calore è il nemico numero uno del sonno. Durante le ore di riposo è la nostra stessa temperatura corporea ad abbassarsi fisiologicamente e un ambiente eccessivamente caldo può causare un sonno disturbato, con imprevisti e repentini risvegli.

E non solo: il microclima tropicale indotto può causare altre “rogne”, dal naso chiuso al mal di testa, alla tosse secca, fino ad arrivare ad un malumore diffuso. Insomma gli sbalzi d’umore sono anche legati agli sbalzi di temperatura.

Come già anticipato la temperatura ideale in camera da letto è a ridosso dei 20°C. Il motivo? È il perfetto compromesso tra il caldo e il freddo. Il cervello così sarà occupato solo nel dormire, senza pensare a regolare la temperatura corporea.

Da non sottovalutare è il problema umidità, anche d’inverno. Ambienti molto umidi ci danno la sensazione che le temperature siano più basse di quanto non lo siano in realtà, mentre, al contrario, riscaldamenti molto alti, rendono secco l’ambiente, influendo in modo negativo sulla respirazione.

Come addolcire allora le fredde notti della stagione autunno – inverno? Con I materassi FARBED non avrai problemi!!! I nostri materassi sono dotati di specifici rivestimenti imbottiti in lana e contone (SILVER ACTIVE/ ECO WASH) che evitano il contatto diretto del corpo con la lastra interna e creano un microclima perfetto, caldo in inverno e fresco d’estate!!!!

Per un sonno perfetto non può mancare il caldo abbraccio del materasso giusto. E noi di Farbed ne sappiamo qualcosa.

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Cuscino? Uno e buono!

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Ti sorregge con dolcezza per circa un terzo della tua vita, è fidato compagno di relax, sonni tranquilli e notti movimentate. Di chi o cosa stiamo parlando? Del cuscino ovviamente!

Il guanciale, al pari di rete e materasso, è un elemento fondamentale per la qualità del sonno di tutti.

Altezza, durezza, consistenza sono tutte caratteristiche determinati per “far bei sogni”. E se tutto ciò non fosse abbastanza? È tendenza sempre più diffusa non essere completamente appagati dal proprio “generico” guanciale e, per rimediare alla scomodità notturna, si tenta l’approccio dell’“aggiungere” o del “togliere”.

E quindi non uno, ma due o a volte tre cuscini e, nel caso opposto del less is more, provare a dormire senza cuscino.

Dormire con due cuscini è un’abitudine ormai ben radicata in milioni di persone. Sana abitudine? Non proprio…o meglio dipende.

Sicuramente il dormire con il collo non completamente rilassato può comportare una serie di problemi muscolari per testa e spalle, ma è altrettanto vero che, alle volte, il dormire “più in alto” può aiutare quelle persone con problemi respiratori. La posizione semiseduta permette ai polmoni di lavorare meglio e con meno sforzo, a patto però che lo spessore raggiunto non sia eccessivo. È consigliabile in questi casi utilizzare una rete con un sistema con alzata testa e piedi, per consentire di respirare meglio e di addormentarsi.

Come anticipato, è assolutamente sconsigliato dormire con due cuscini quando si è consapevoli di avere problemi cervicali: dormendo con la testa troppo sollevata rispetto alla colonna vertebrale la muscolatura e le cartilagini di collo e spalle sono sottoposti a stiramenti ed affaticamenti.

Quando invece si parla di dormire senza cuscino non ci sono casi particolari che tengano: è sbagliato!

L’unico vero momento che il collo ha per riposarsi è proprio la notte, quando finalmente, dopo una lunga giornata di lavoro, ci abbandoniamo al cuscino. Si, perché il cuscino è decisamente necessario. Al contrario di ciò che alcuni pensano, dormire senza un adeguato supporto non è affatto una buona soluzione contro i dolori cervicali, anzi nella maggior parte dei casi tende a peggiorarli. Il modo migliore di riposare è assecondando le curve naturali del nostro apparato scheletrico, soprattutto quella cervicale. È queste curve, vien da sé, non sono in linea retta. Dormire quindi senza il supporto di un cuscino è solo deleterio: costringe il collo ad una posizione innaturale, una postura scorretta che, con il passare del tempo, genererà solo ulteriori tensioni muscolari e conseguenti mal di testa.

In definitiva? Meglio uno ma buono. Come scegliere?

Oggi in commercio esistono davvero una grande varietà di cuscini e materiali differenti.

Per quanto riguarda la scelta del materiale l’importante è che il guanciale non sia né troppo duro, né troppo morbido. In entrambi casi non svolgerebbe più la sua funzione di naturale sostegno per la testa. È preferibile un guanciale in 100% lattice, come il nostro DREAM LATTICE o in 100% memory,come il nostro DREAM MEMORY, che grazie ai materiali innovativi sostengono e accolgono la zona della nuca.

Se parliamo dell’altezza invece, questa deve essere intermedia, e il guanciale non deve essere ne troppo alto ne troppo basso.

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Problemi di cervicalgia?

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Prenderci cura del vostro benessere è la nostra priorità!
Il nostro esperto Raffaele oggi vi parlerà di un problema molto comune, la cervicalgia e come risolverlo.

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Allergia da acari?

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Oggi il nostro esperto Maurilio vi spiegherà come prevenirla!

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Come correggere le cattive posture

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I consigli del dottor Marzano

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