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Sveglia, che fatica

Iniziare la giornata e abbandonare il proprio letto è sempre difficile. Ma se la scienza ti dicesse, che tu “rinviatore seriale” di sveglie mattutine fossi più intelligente degli altri?

E poi c’è la sveglia del lunedì mattina che toglie ogni dubbio sulla fine del weekend.
Leggende narrano di un “classe diligente” che apre gli occhi ancor prima di quel suono fastidioso, altri che alla prima nota son già pronti ad iniziare la giornata. E poi ci sono i pigri, eroi moderni, che ogni mattina (o quasi) combattono tra atroci sofferenze tentando di “resuscitare” dalle coperte tra uno squillo e l’altro.
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento volte sveglia. Suonerie improbabili, volumi da disco, nascondigli segreti che obbligano ad alzarsi, sono solo alcuni dei metodi anti “rimanda” del popolo del “cinque minuti ancora”.

Ma dopo una manciata di riflessi involontari e scatti felini per rimandare il fatidico moneto, a vincere è sempre lei, la sveglia.
Eppure ad avere ragione sono proprio i pigri: pare infatti che continuare a dormire sia sintomo di intelligenza e creatività, che porti addirittura ad essere più felici.
Vari studi hanno analizzato le abitudini di diversi campioni di persone confermando che chi va a dormire tardi – e, di conseguenza, fatica ad alzarsi presto – è in genere molto più “intelligente” degli altri.
L’Università di Madrid ha preso in esame un campione di mille studenti, sparsi tra varie facoltà, e ha scoperto che chi faceva le ore piccole era dotato di un maggior coefficiente intellettivo e di una maggiore intelligenza logica.

Uno studio simile è stato sviluppato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: 120 persone di età variabile e con abitudini differenti sono state messe alla prova con una serie di test in grado di misurare la flessibilità del loro modo di pensare e la loro abilità nel problem solving. Risultato? I nottambuli, che preferiscono rimanere a letto più tempo al mattino, ignorando i propri programmi scanditi dalla sveglia, erano decisamente più creativi e collaborativi di chi, invece, aveva attitudini più mattiniere e rigide.

L’Independent riporta inoltre gli studi delle ricercatrici Satoshi Kanazawa e Kaja Perina. Le due sostengono che l’uomo non è fatto per svegliarsi a comando. È una pratica che va contro la nostra natura. Questa nostra nuova abitudine è dettata infatti dai ritmi frenetici della società contemporanea che ci obbliga a puntare una sveglia. Nel passato i nostri antenati si svegliavano seguendo il proprio ritmo biologico; ovvero si alzavano dal letto quando si sentivano riposati e pronti per iniziare una nuova giornata.

Insomma rispettare il driiin è contro natura: seguire il proprio ritmo soggettivo aiuterebbe a sviluppare il nostro pieno potenzialità: è per questo che, in genere, le menti più creative sarebbero quelle che fanno più fatica a svegliarsi.
Il tutto sembra andare d’accordo con un’altra indagine, condotta dall’Università di Southampton, nella quale si legge che i “gufi” (ovvero coloro che vanno a dormire dopo le 23 e che si alzano dopo le 8) hanno molto più probabilmente uno stipendio maggiore ed in generale uno stile di vita più soddisfacente.

Quindi se, d’ora in poi, vi accuseranno di essere un pigro cronico, è ora di rispondere che state coltivando a dovere la vostra vena più intellettuale e creativa. É la scienza a confermarlo!

2019-05-03T16:29:46+00:00